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"AXALP 2008"
8-9 Ottobre 2008 - Meiringen AB e
poligono di tiro di Ebenfluh, Svizzera
tratto da "Axalp 2008",
Rivista Aeronautica (N° 1-2009)
Mercoledì
8 Ottobre 2008, prime ore dell’alba. Ancora sotto la debole luce dei lampioni
sulla strada, carichiamo la macchina con le valigie e le attrezzature e, dopo
una breve colazione, ci dirigiamo verso il casello autostradale alla volta della
Svizzera per effettuare un reportage sulla famosa esercitazione-manifestazione
“Axalp”, che quest’anno avrà luogo proprio l’8 e il 9 Ottobre.
Dopo circa due ore di autostrada e un’ora e mezza di strade tortuose tra le
montagne svizzere già parzialmente innevate, arriviamo finalmente alla base
aerea di Meiringen, prima meta designata del nostro viaggio.
L’aeroporto, situato in una stretta valle “a pochi metri” dal piccolo
paese di Unterbach, è una delle strutture militari europee più famose al mondo
per la sua particolare planimetria, inusuale per una comune base aerea, e una
visita, anche rapida, è un “must” per tutti gli appassionati del volo.
Imbocchiamo la strada statale che porta al paese attraversando una sorta di
passaggio a livello sulla pista di decollo e subito entriamo nel piccolo
centro cittadino. Le case dei contadini e i prati per il pascolo dei bovini
distano poche decine di metri dalla pista e ciò che delimita la zona militare
da quella civile è solo un basso recinto di filo spinato.
Parcheggiata l’auto e data un’occhiata al programma di volo della giornata,
decidiamo di prendere posto vicino a una delle due piste di rullaggio che
collegano gli hangar scavati nelle montagne alla pista di decollo.
Fortunatamente oggi la taxi attiva (viene scelta o una o l’altra a seconda
della pista in uso) è proprio quella “più famosa”, passante tra le case
del paese.
Ad un tratto le sbarre sulla statale si abbassano e il cancello che dà nei
parcheggi limitrofi alla pista si apre. Dalla nostra sinistra sentiamo un forte
rumore di motori a reazione che rimbomba nelle gallerie scavate nella montagna
ed ecco quattro F-18, uno dei quali riportante sulle code una livrea speciale
del “Fliegerstaffel
11” (Tiger Squadron), uscire dagli shelters e dirigersi verso di noi.
Transitati i quattro aerei e risollevate le sbarre, riprendiamo l’auto e ci
dirigiamo a tutta velocità verso la testata della pista opposta per scattare
delle foto durante il decollo. Appena in tempo ed ecco che uno ad uno si
sollevano in aria accompagnati dal frastuono, amplificato dalla stretta valle,
dei loro post bruciatori.
Approfittiamo di una piccola pausa per mettere qualcosa sotto i denti e intanto
osserviamo l’attività frenetica di quattro elicotteri Cougar che fungono da
navetta per il trasporto dei passeggeri VIP verso il poligono di tiro, situato a
circa 2200 m di quota sulle montagne a Ovest della base, in vista dell’inizio
della manifestazione programmato per le ore 14.00.
Scambiando due chiacchiere con dei fotografi, presenti alla base sin dalle prime
ore del mattino, apprendiamo che, a parte gli F-18, gli altri partecipanti
all’evento, F-5E e “Patrouille Suisse”, non sono presenti a Meiringen, ma
arriveranno da altre basi aeree come quella di Emmen (tra l’altro headquarter
del team acrobatico svizzero equipaggiato con sei F-5).
Poco più tardi veniamo avvertiti della cancellazione dell’esibizione aerea al
poligono, causa fitte nubi che riducono notevolmente la visibilità. Tutti i
voli previsti per il pomeriggio, esclusi i quattro Cougar per riportare il
personale a valle e un decollo di un altro F-18, vengono cancellati e non ci
rimane che spostarci dall’altro capo della pista per attendere gli atterraggi
dei cinque Hornet che avevamo visto in precedenza.
Verso le quattro del pomeriggio, rientrati gli ultimi equipaggi di volo, su
tutta la base cade un silenzio assoluto e anche i più perseveranti abbandonano
l’idea di poter assistere ancora a qualche decollo. Un po’ delusi, decidiamo
anche noi di lasciare l’aeroporto e, riattraversando il passaggio a livello
sulla pista, imbocchiamo la strada per Interlaken.
Dopo cena, raggiungiamo il paese dell’Axalp a circa 1500 m di altitudine e ci
accampiamo per la notte, speranzosi nelle previsioni meteo di domani.
Questa volta la sveglia è alle cinque del mattino. Zaino in spalla e vestiti
pesanti, ancora nel buio totale prendiamo la seggiovia che ci porterà a circa
1800 m per poi proseguire a piedi fino in cima.

All’arrivo dell’impianto di risalita troviamo già un centinaio di persone
pronte per iniziare la salita. Accompagnati dal sorgere dell’alba, cominciamo
la lunga e non facile scalata lungo un sentiero, molto fangoso e ripido,
segnalato da delle bandierine con il logo della Luftwaffe.
Dopo circa un’ora di cammino giungiamo alla prima delle tre postazioni, dalle
quali è possibile vedere la manifestazione, chiamata “Brau”. Non
soddisfatti della posizione, troppo bassa rispetto al poligono di tiro,
decidiamo di salire fino in cima a “Ebenfluh”, oltrepassando la seconda
postazione di nome “Tschingel”.
Non facciamo in tempo neanche a posare gli zaini che quattro F-18 compiono uno
dietro l’altro dei passaggi a bassa quota nella valle sottostante a noi.
Montata l’attrezzatura, cominciamo a scattare immagini a raffica ai quattro
velivoli.
Tutti i passaggi vengono compiuti da destra verso sinistra in direzione del
poligono di tiro, situato a poche centinaia di metri dalla nostra postazione,
costituito da due pannelli metallici lunghi 6 m e alti circa 1 m; i caccia, una
volta entrati nella valle, sparano alcuni colpi di cannone per poi compiere una
virata stretta verso destra seguita da una mezza vite, scomparendo dietro la
montagna.
Conclusa la sortita degli F-18, entrano in azione ben otto F-5E, provenendo da
diverse direzioni: da destra, sinistra, di fronte e dalle nostre spalle, volando
a poche decine di metri dal suolo, sparando alcuni colpi ai bersagli citati in
precedenza e ad altri posizionati rispettivamente sul versante sud e nord della
valle.
Mentre gli F-5 si allontanano dalla zona, ecco altri quattro F-18 giungere a
tutta velocità da ovest e tirare nuovamente al poligono.
Questa volta è prevista anche una sorta di breve display eseguita da una coppia
di Hornet con tanto di “flares” e di tonneau con carrello e flaps estratti.
L’attività di volo prevista del mattino, riservata prevalentemente alle
esercitazioni di tiro, termina con l’uscita di scena degli F-18. Do uno
sguardo all’ora, le lancette dell’orologio segnano…solo…le 11.00. Questo
significa che dovremo attendere tre ore prima dell’inizio del vero e proprio
air show programmato per le 14.00. Il tempo passa lento e le nuvole cominciano
ad addensarsi oscurando il cielo, lasciandoci al gelo tra le vette già in parte
coperte dalla neve.
Sono quasi le due del pomeriggio, quando ad un tratto lo speaker annuncia ciò
che nessuno avrebbe mai voluto sentire in quel momento: la manifestazione
pomeridiana è cancellata per la bassa visibilità causata dalle fitte nuvole.
Infatti enormi nubi si spostano velocemente sotto i nostri occhi, infestando
progressivamente l’intera valle e soffocando gli ultimi raggi di sole. Tutti
comprendono l’impossibilità di volare (specialmente in formazione) in quelle
condizioni meteo e cominciano ordinatamente a scendere verso valle senza dire
una parola. Ma come non rimanere delusi dalla impossibilità di immortalare
praticamente in linea d’aria la “Patrouille Suisse” a poche decine di
metri di distanza (evento più unico che raro)?
Sospirando, riponiamo l’attrezzatura fotografica negli zaini e cominciamo a
scendere anche noi verso il paesino dell’Axalp sotto il continuo
“sbattere” dei rotori dei quattro Cougar che riportano pian piano tutti i
VIPs alla base di Meiringen.
Ripercorrendo nel senso opposto il sentiero dell’andata, scattiamo ancora
qualche foto ricordo al meraviglioso panorama delle montagne e del lago di
Brienz.
Dall’Axalp, scesi con l’auto fino a valle, svoltiamo a destra e imbocchiamo
la statale per il passo del Gottardo, costeggiando di nuovo la base aerea di
Meiringen, deserta e silenziosa come il giorno precedente, circondata dai
numerosi pascoli.

Ritorniamo così a casa, un po’ dispiaciuti per l’annullamento di entrambe
le sessioni pomeridiane, ma anche felici per aver potuto assistere a un evento
così particolare come quello di questi due giorni e con una gran voglia di
tornare l’anno prossimo, magari trovando qualche nuvola in meno…
Luca G. Polidori
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