"In volo con il Pioneer Team"
21-24 Agosto 2009 - week end Italia, Germania, Olanda

 

 

Pensavo che, oltrepassato Ferragosto, vacanze e viaggi a l’estero fossero ormai agli sgoccioli, ma invece eccomi qua in auto per le strade della Lomellina alle prime ore dell’alba a cercare tra i campi e le risaie l’aviosuperficie di Vigevano dove mi aspetta Marco Gioria, numero 4 “slot” della pattuglia acrobatica italiana più in voga di questi tempi in Italia e a l’estero: il Pioneer Team.

Sono un pò emozionato perché, nonostante abbia già volato con diversi altri team acrobatici, non ho mai avuto l’occasione di seguirne uno da vicino durante un intero week end di manifestazioni, volo di trasferimento compreso. Oggi e nei prossimi giorni avrò quindi la possibilità di vivere il "dietro le quinte" del team acrobatico durante due manifestazioni in Germania e in Olanda scoprendo nuovi e curiosi particolari.

Il campo volo è deserto e l’unico rumore che interrompe il silenzio della pianura è la porta dell’ hangar che si apre e…eccolo lì il Pioneer 300 Hawk “Limited Edition” con la livrea bianco-rossa-blu del team. Fino a ieri ho potuto ammirare questo aeroplano volteggiare nel cielo solo in veste di spettatore durante qualche manifestazione, ma oggi avrò la possibilità di assaggiare un pizzico delle sue prestazioni che, come più avanti scoprirò, vanno ben oltre gli standard di un comune ultraleggero.

Il nuovo Pioneer 400 della Alpi Aviation in volo con il team sulle Alpi austriacheSistemati i bagagli, decolliamo e ci dirigiamo verso est, più precisamente in direzione dell’aeroporto di Cremona dove ci aspetta Claudio Fogli (numero 2 “left wing”) con sua moglie Clara, speaker del team e super appassionata del volo. Ripartiamo in formazione a due e poco più tardi all’altezza di Brescia avvistiamo ad ore 2 un Tornado in avvicinamento alla base di Ghedi; sorvolando poi rispettivamente il lago di Garda, Trento e Bolzano, raggiungiamo il punto di intersezione “Breno”, poco distante dal passo del Brennero, dove incontreremo gli altri due Pioneer 300 e il nuovissimo Pioneer 400 provenienti dal Veneto e dal Friuli.

Voliamo a circa 10 000 piedi di quota, passando vicino alle creste delle montagne, così vicino che sembra quasi di sfiorarle con le dita. Il nostro Pioneer intanto si comporta straordinariamente bene e sembra non soffrire per niente la quota e i ratei di salita che gli impone con disinvoltura Marco.Il Pioneer Team in formazione in Germania

Ormai in posizione, volteggiamo attorno al punto prestabilito e in pochi minuti l’intero team si riunisce per prendere la rotta verso Coburg, prima tappa del nostro viaggio dove ci aspetta un'amica di Franco.

Le nuvole cominciano ad addensarsi sulle Alpi austriache, ma decidiamo lo stesso di effettuare una sessione fotografica. La luce non è un granché, ma le nuvole offrono comunque un bello sfondo per le riprese.

Ci disponiamo in tutte le formazioni del team: a bastone, a rombo, in ala ecc.; è la volta poi del Pioneer 400, ci avviciniamo pian piano a diverse quote e posizioni e via ancora con le foto.

Al termine delle riprese, la formazione si allarga e in poche decine di minuti entriamo nello spazio aereo tedesco sorvolando i pascoli e le chiazze di foreste della Baviera tenendoci a ovest di Monaco.

Siamo ormai in prossimità della città di Norimberga quando veniamo autorizzati dalla torre di controllo ad effettuare un “low pass” sull’asse della pista dello scalo civile della città. Ci posizioniamo a rombo e una volta entrati nell’aerea dell’aeroporto: smoke on!

Sorvolo della cittadina di Coburg e del suo castello a pochi passi dall'aeroportoFa una certa impressione vedere sotto di noi quei bestioni di airliners parcheggiati di fronte al terminal e cerco di immaginare cosa possano pensare le persone in attesa ai gate, vedendo 5 aerei in formazione con i fumi sorvolare improvvisamente la pista.

Le nuvole sono sempre più dense e grigie e pochi istanti prima di atterrare a Coburg inizia a cadere una fitta pioggia. L’aeroporto della cittadella è posizionato su una collina e poco più a valle fa da sfondo un bellissimo castello fiabesco.

Finalmente a terra incontro il resto della “ciurma”: Corrado Rusalen (numero 1 “leader” e CEO di Alpi Aviation) e sua moglie Silvia, anche lei pilota, e Franc Borin (numero 3 “right wing”) che mi ha aiutato ad organizzare questo reportage.

In questo meraviglioso viaggio scopro di non essere poi l’unico ospite: insieme al team c’è anche Paolo, designer dell’Alpi Aviation che ha personalmente disegnato il nuovo Pioneer 400.

Dopo una bella schnitzel con patate fritte, il team decide di fare un piccolo rabbocco di carburante per sicurezza e pochi minuti dopo siamo già in volo verso Bonn Hengelar dove si svolgerà nel week end un air show in occasione dei 100 anni dal primo volo effettuato sull’aeroporto tedesco.

Questa volta non mi trovo più a bordo del “300” di Marco, ma bensì sul Pioneer 400 per effettuare le riprese di tutti e quattro gli aeroplani in formazione.

Il tempo, che durante la sosta a Coburg era migliorato, comincia a peggiorare di nuovo ed enormi nubi e fronti temporaleschi ci obbligano ad atterrare nuovamente su uno sperduto aeroporto in mezzo alla campagna.

Durante l’atterraggio tutti non possono fare a meno di notare la bizzarra forma della pista definita poi da alcuni “a banana”: a circa metà della striscia d’asfalto, la salita diventa improvvisamente discesa (non permettendo al pilota di vedere oltre la gobba) per poi curvare verso sinistra all'altezza della testata opposta…Ci si concede a qualche autografo in una delle soste in Baviera nel volo di andata

La sosta è breve e, concesso qualche autografo ai responsabili dell’aeroporto, riprendiamo il volo. Questa volta proseguiamo senza problemi e dopo circa un’ora ci troviamo finalmente negli uffici dell’aeroporto di Bonn per ultimare le formalità burocratiche dell’organizzazione.

Il mattino seguente di buon ora siamo già all’Hengelar Flugplatze e, mentre il Pioneer Team assiste al briefing assieme agli altri piloti che parteciperanno all’air show, decido di approfitarne della luce calda delle prime ore dell’alba per scattare qualche foto ai velivoli che tra pochi minuti terranno centinaiaIl Pioneer Team è l'unico team civile a portare in tutto il mondo il tricolore nazionale di spettatori con il naso all’insù.

La manifestazione è prevalentemente incentrata sugli “old timer” tra cui diversi aerei della Prima Guerra Mondiale e del periodo post bellico. Cammino lungo la linea volo ed ecco che spunta possente, dietro un Piper Cub, un P51 Mustang che ha giù suscitato l’attenzione di parecchi fotogafi.

Per tutta la giornata l’attività di volo continua serrata: decollano in formazione cinque Piper Cub, poi alcuni Chipmunk e così via fino all’arrivo dello Junker JU-52. Con l’uscita di scena del trimotore tocca finalmente ai nostri 4 amici che lentamente si portano in testata pista in attesa dell’autorizzazione al decollo. La display è ottima e il pubblico sembra apprezzare molto le prodezze del team italiano.Foto di gruppo alla serata di gala a Bonn

Sono già le sei passate, ma la giornata non finisce qui: ci aspetta la serata di gala nel ristorante dell’albergo con il direttore e gli altri organizzatori della manfestazione che hanno fortemente voluto la presenza del Pioneer Team al loro air show.

Il giorno successivo la sveglia è alle 6.30 del mattino poichè dovremo trasferirci da Bonn a un aeroporto vicino al confine dell'Olanda per un air show sulla cittadina di Buurse nel primo pomeriggio.

Preparati gli aerei, salgo sul numero 4 di Marco e decolliamo in formazione. Il cielo è limpido e non c'è nemmeno un pò di turbolenza, situazione più che ideale per scattare un pò di foto a Franc che "tira" qualche looping e al resto della formazione.

Tra foto e risate (annoiarsi con Marco è veramente difficile) in un men che si dica posiamo le ruote a terra e, mentre rulliamo verso la piazzola di sosta, passiamo in rassegna gli altri aeroplani che parteciperanno alla manifestazione: Extra 300, CAP21, Yak52, Pitts S1 e diverse pattuglie acrobatiche fanno intuire che ci saranno parecchi "g" nell'aria questo pomeriggio. Peccato però che il tutto si svolgerà a circa 10 miglia da qui...quindi non mi resta che accontentarmi di osservare queste meravigliose macchine a terra e qualche decollo.                                                      

La display del Pioneer Team è prevista per le 14.35. Una volta rientrati, Corrado, Claudio, Franco e Marco ricaricano i fumi e i flares di corsa. Bisogna fare in fretta perchè dobbiamo tornare entro le 16.00 a Bonn pronti per la seconda display della giornata.N° 1 “Leader”: Corrado Rusalen, CEO di Alpi Aviation con circa 7000 ore di volo

Mentre siamo in volo, Marco mi racconta che questi ritmi frenetici sono ormai diventati normale routine per il team che vola da più di quattro anni nei cieli di tutto il mondo. Proprio il prossimo week end il Pioneer Team porterà il proprio tricolore (è l'unico team in Italia ad avere i fumogeni verdi bianchi e rossi oltre alle Frecce Tricolori) in Italia, Svizzera, Libia, Algeria e Spagna intraprendendo un tour consecutivo di otto giorni, di otto air show per un totale di ben 800N° 2 “Left Wing”: Claudio Fogli, manager con circa 2300 ore di volo0 Km percorsi in volo.

Conclusa la display all'aeroporto di Bonn e svolto un breve debriefing della giornata, ci concediamo tutti una birretta con un (anche due) bel panino al wurstel mentre la big band presente alla manifestazione intona un pezzo jazz.

Siamo quasi al termine di questa meravigliosa avventura, ma ci aspetta ancora domani il volo di ritorno cheN° 3 “Right Wing”: Franc Borin, chimico con circa 2500 ore di volo durerà circa 4 ore senza soste intermedie. Sembrano poche ma assicuro a tutti che per una persona alta 1.92 stare su un Pioneer 300 (che è comunque un gran bel aeroplano), per 240 minuti, senza scendere neanche una volta, può essere un tantino scomodo e doloroso, specie per gli arti inferiori...

A parte questa parentesi, il volo fila liscio come l'olio.

Poco prima di Insbruck decidiamo di scattare ancora qualche ultiN° 4 “Slot”: Marco Gioria, esperto in costruzioni aeronautiche con circa 2000 ore di voloma immagine al Pioneer 400 e al resto del team con lo sfondo mozzaffiato delle Alpi per poi salutare alla radio Corrado e gli altri che prenderanno la rotta per Pordenone.

La formazione si divide e rimaniamo, come all’andata, io, Marco e Claudio dirigendoci verso Sud Ovest. Oltrepassato il confine italiano, incontriamo una spessa linea di nubi che taglia a metà le montagne circostanti ed ecco a ore 10 le dolomiti dello Sciliar, del Catinaccio e del gruppo del Sella spuntare come denti dalle soffici nuvole color panna montata.

Superato il lago di Garda decidiamo di scendere da 10000 a 1500 piedi fendendo velocemente le nuvole; in pochi minuti stiamo già sorvolando la campagna lombarda ed ecco sentire svanire dalle bocchette di ventilazione la fresca aria di montagna, lasciando entrare la terribile umidità tipica della pianura padana.

All’altezza di Cremona salutiamo Claudio e poco più tardi incontriamo sulla frequenza di Garda Radar un Tornado ECR in avvicinamento a Piacenza con il tipico “call sign” PANTE02. Il viaggio non dura più di 20 minuti e subito avvistiamo l’aviosuperficie di Vigevano da dove Venerdì scorso tutto era iniziato.

Finalmente a terra, ne approfitto per sgranchirmi un po’ le gambe e per scattare qualche foto ricordo insieme a un amico di Marco che intanto ci ha preparato un delizioso pranzetto. Cosa c'è di meglio che concludere questa grande avventura internazionale con un bel piatto di pasta all'italiana!?

                                                                                            Luca G. Polidori

 

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